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QUARANTOTTESIMA PUNTATA

…il punto sui campionati meno conosciuti ovvero basta che ci siano 22 uomini che calciano una palla…a cura di Daniele Mercati
Il Resto del mondo - 25/11/2010

A cura del nostro esperto la rubrica che tutti gli appassionati di calcio internazionale aspettano…speriamo di dare quante più risposte possibili alla vostra (e nostra) sete di curiosità!




BRASILE
La scorsa settimana etichettavamo il campionato brasiliano come “pazzo”, le righe qui di seguito non fanno altro che confermarlo. Certo, quale altro torneo mondiale se non quello verdeoro può essere definito così? Sono 10 giornate che in testa alla classifica non si trova una sola squadra per più di due settimane consecutive, sette giorni fa si parlava di come dopo 11 giornate il Corinthians si fosse ripreso la vetta, ora dobbiamo raccontare di come per l’ennesima volta l’abbia persa; a 3 giornate dal termine si è fatto bloccare sull’1-1 in casa del Vitoria impegnato nella lotta per non retrocedere e di certo non poteva sperare in un favore dei cugini-nemici del San Paolo per non farsi sorpassare nuovamente dalla Fluminense. Il match in casa del “tricolor paulista” non ha storia, 4-1 in favore della Fluminense che ora a 180 minuti dal termine guida la graduatoria con un punto di vantaggio. Attenzione però perché si avvicina ancora pericolosamente anche il Cruzeiro che non ha di certo mollato e sogna l’incredibile doppio sorpasso finale; facendo sua la partita contro il Vasco da Gama rimane in terza piazza ma a soli due punti dal gradino più alto del podio. Cosa succederà ora? Impossibile saperlo: dando per scontato ed improbabile che riesca a spuntarla il Cruzeiro concentriamoci sulle due rimanenti partite delle prime due della classe; il prossimo turno appare come un turno agevole per entrambe dovendo incontrare formazioni con pochi stimoli (Palmeiras e Vasco da Gama), mentre nell’ultima giornata qualche sorpresa potrebbe esserci anche se il Guaranì (avversario della Fluminense) ormai ha poche chance di salvezza. A conti fatti, le possibilità per il team salvatosi all’ultimo turno lo scorso anno di laurearsi campione sono davvero alte, per il “tricolor carioca” sarebbe il secondo successo dopo quello del 1984, il secondo consecutivo per la città di Rio de Janeiro (l’anno passato vinse il Flamengo) dopo i 5 di fila finiti invece nello stato di San Paolo.

STATI UNITI
Anche per il 2010 la Major League Soccer ha il suo vincitore, i playoff di cui avevamo dato l’introduzione nella puntata n. 44 hanno decretato i successori del Real Salt Lake. Come previsto le sorprese annunciate nell’analisi precedente si sono verificate: hanno infatti alzato la coppa al cielo gli uomini dei Colorado Rapids. Andiamo con ordine: nei quarti di finale, che si sono svolti con partite di andata e ritorno, già ci sono state le vittime eccellenti, New York Red Bulls da cui ci si aspettava sicuramente di più e il Real Salt Lake campione in carica. I Colorado Rapids invece raggiungono le semifinali grazie ai calci di rigore, resosi necessari per avere ragione dei Columbus Crew. Delle quattro semifinaliste quella più quotata era sicuramente il Los Angeles Galaxy, la squadra che aveva totalizzato più punti durante la regular season e l’unica ad aver vinto entrambe le sfide dei quarti di finale; nella sfida secca che li metteva di fronte a Dallas però subiscono un netto 0-3 che permette ai texani di giocarsi la prima finale della loro storia. Dall’altra parte i Colorado Rapids riescono a sopraffare i San Jose Earthquakes e tornano a giocarsi il titolo dopo 13 anni (nel 1997 uscirono sconfitti). Così che la finale metteva di fronte due squadre che non avevano mai vinto il titolo, entrambe affamate di entrare nella storia del calcio statunitense; dopo il vantaggio iniziale di Dallas e il pareggio dei Colorado Rapids nel secondo tempo ci sono voluti i tempi supplementari e una sfortunata autorete per consegnare il primo titolo al team di Colorado. Curiosamente per il secondo anno consecutivo vince il campionato la squadra che, tra quelle qualificate ai playoff, aveva fatto meno punti durante la stagione. I Colorado Rapids avevano giocato i playoff l’ultima volta nel 2006, ma quest’anno, complice anche una buona dose di fortuna, sono riusciti a centrare il bersaglio grosso diventando la nona squadra a vincere il massimo torneo statunitense.

FRANCIA
Riprendiamo il filo del discorso sulla Ligue 1 dopo averne parlato nella puntata n. 39, da allora si sono giocate 9 giornate e di cose ne sono cambiate parecchie. Quello francese, edizione 2010/2011 è un per ora un campionato anomalo, molto equilibrato con continue alternanze in vetta alla classifica, tanto da favorire il rientro nei piani alti a formazioni che avevano cominciato in modo pessimo. Ci sarebbe da dire qualcosa per ogni club che compone la parte alta della graduatoria (racchiuse in 3 punti ce ne sono 8), ma per mancanza di spazio ci limiteremo ad esporre i casi più eclatanti. La prima considerazione è da farsi sul Tolosa che da prima in classifica alla 5’ giornata grazie alle 4 vittorie nelle prime 4 partite, pensate che ora è scivolato all’11° posto: dopo la striscia iniziale ha vinto soltanto una partita delle restanti 10, viene da 3 sconfitte consecutive e non va in gol da 350 minuti. I campioni in carica del Marsiglia invece hanno fatto il percorso inverso, partiti malissimo si sono ripresi e ora vincendo il recupero potrebbero scavalcare tutti e riprendersi la vetta lasciata all’ultima giornata dello scorso torneo e mai più ritrovata. Anche il Lione tra mille difficoltà sta pian pianino risalendo la china e conoscendo la sua mentalità vincente non sarà difficile trovarlo lì a lottare per la vetta fra poche settimane: viene da una striscia positiva di 5 vittorie e 2 pareggi e la sfida casalinga del prossimo turno contro il Paris Saint Germain potrebbe essere la svolta definitiva. Parigini che li precedono in classifica di un punto al terzo posto, posizione che da anni ormai non occupavano più; in questa situazione di mediocrità generale dovrà giocarsi tutte le frecce al proprio arco per cercare il blitz clamoroso. Un’altra squadra che non gode di ottima salute, anche se negl’ultimi anni è ormai una consuetudine, è il club del Principato: il Monaco si trova in penultima posizione, ha colto i 3 punti solamente una volta nelle ultime 10 partite ed è costretto a guardarsi alle spalle più che avanti a se. Ultimo ragionamento per il Bordeaux campione nel 2009: Tigana si trova una rosa ben diversa da quella campione due anni fa e che ha lottato fino alla fine anche l’anno scorso, al via il titolo era sicuramente un obiettivo irraggiungibile ma l’inizio di torneo è stato addirittura disastroso; ora i girondini si sono ripresi e fanno parte del gruppone delle prime 8 dove tutto può succedere. Torneremo presto oltralpe per seguire i nuovi sviluppi.

DANIMARCA
Il campionato danese è giunto alla 17’ giornata e ben poco c’è da dire, o meglio da aggiungere, per quanto riguarda il primo posto, c’è una sola squadra in fuga che vanta già un vantaggio abissale: il Copenaghen con 16 punti di vantaggio veleggia verso il nono titolo, terzo consecutivo. Continua benissimo anche in Europa la stagione dei capitolini, è al secondo posto nel girone dietro al Barcellona con buone possibilità di accedere al tabellone degli ottavi di finale, tutto dipenderà dalle sfide incrociate dell’ultimo turno. Quindi se la lotta per il titolo è tutto fuorchè interessante concentriamoci sul secondo posto che da quest’anno vale davvero tanto, l’accesso ai preliminari di Champions League. Per larghi tratti la piazza d’onore è stata in mano al Midtjylland che nell’ultimo periodo però ha perso colpi: prima dello scontro diretto contro l’OB Odense aveva colto 2 pareggi favorendo l’aggancio dei rivali e nel match clou di lunedì scorso è uscito sconfitto per 3-2 lanciando l’OB Odense a +3 in classifica. Quest’ultimi stanno reagendo ottimamente ad un periodo di appannamento, ora sono reduci da 4 vittorie consecutive e nel prossimo turno dovranno difendere il secondo posto dall’attacco dell’altra formazione che ambisce a quel posto, il Brondby. Come si faceva nella puntata n. 39 dobbiamo continuare a segnalare il pessimo andamento dell’Aalborg campione nel 2007/2008: la formazione biancorossa non riesce a togliersi dall’ultima posizione incapace di reagire alla situazione. In questo campionato del nordeuropa si giocheranno ancora 2 giornate poi fino a Marzo il torneo andrà in letargo, la Primavera ci restituirà tutti i verdetti anche se quello della squadra campione lo sappiamo già con largo anticipo.

INGHILTERRA
Analisi della Premier League giunta alla tappa della 14’ giornata proprio quando in testa ci sono stati sconvolgimenti importanti: la corazzata londinese guidata da Ancelotti che risponde al nome di Chelsea ha dato nelle ultime settimane forti segni di debolezza che le hanno fatto dilapidare quel gap di 5 punti riuscito ad incamerare grazie alle 8 vittorie, un pareggio ed una sconfitta nelle prime 10 giornate. Quello che è successo nelle ultime 4 giornate invece ha del clamoroso, 1 vittoria e 3 sconfitte per i blues, tra cui una davvero incredibile 3-0 in casa contro il Sunderland, hanno riaperto totalmente i giochi. La prima formazione che ha approfittato di questa crisi è, manco a dirlo, il Manchester United, l’unica squadra ancora imbattuta di tutta la Premier League anche se ha colto un po’ troppi pareggi, che ha agguantato il primo posto assaporato quest’anno solamente alla prima giornata. Potenzialmente nell’ultimo weekend il primo posto solitario se lo poteva accaparrare l’Arsenal se non si fosse fatto rimontare due gol di vantaggio dai cugini del Tottenham; questa seconda sconfitta casalinga consecutiva (la terza dall’inizio della stagione) pesa moltissimo sulla psicologia della squadra di Wenger che ottiene sempre ottimi risultati ma quando è ora di fare il salto di qualità cicca sempre l’appuntamento, forse sarà causa anche della giovane età degli uomini che compongono la sua rosa. Anche il controverso cantiere Manchester City si avvicina alle tre sorelle più potenti candidandosi seriamente per un posto al sole anche se mantenere il quarto posto ottenuto ora fino alla fine sarebbe già un bel risultato, un punto di partenza importante. Infine il Liverpool, dove continua ad essere un’incognita il dopo-Benitez: Hodgson non è ancora riuscito a dare un’impronta vincente alla sua truppa e l’altalena di risultati per ora la mette fuori dal gruppo delle pretendenti ad un posto valido per la prossima Champions League. In pratica in questa fase il campionato inglese ci offre un bellissimo spettacolo, con 3 o 4 squadre in grado di lottare per il titolo e le numerose giornate in programma anche in Dicembre non fanno altro che farci aumentare l’appetito.


Rubrica nella Rubrica I RE DEL GOL
Quello che vedete nella foto qui a fianco è il capocannoniere del campionato ucraino 2009/2010 che risponde al nome di Artem Milevskyi. Questo attaccante di 25 anni è da anni considerato come un astro nascente del panorama europeo anche se sembra che il momento del suo salto di qualità sia ormai passato senza verificarsi. Nato in Bielorussia, ha anche giocato nelle selezioni giovanili del suo stato nativo, ma in seguito ha acquisito la nazionalità ucraina ed ha scelto di giocare per quest’ultima selezione. Gioca nella Dinamo Kiev che già in giovanissima età lo acquistò per farlo esordire nella sua squadra riserve, anche se ben presto si mise in luce positivamente ed è così diventato un punto fisso della prima squadra. Nel 2008/2009 conquista con la maglia del suo team il quarto scudetto, il primo però da vero protagonista; segna 10 reti in 24 presenze ma l’anno successivo si supera e le marcature quasi raddoppiano (17 in 27 presenze) così che festeggia la vittoria nella classifica dei marcatori. Anche la stagione in corso a livello personale sta andando molto bene, in campionato sono già 7 i gol e altrettanti ne ha segnati tra Coppe europee e Coppa nazionale mentre di poco positivo c’è l’andamento della squadra: ne abbiamo parlato anche nella puntata n. 34, la Dinamo Kiev ha già un ritardo importante dai rivali di sempre dello Shakhtar Donetsk e in Europa si è dovuti ripiegare fin da subito sull’Europa League causa l’eliminazione dalla Champions League al quarto turno preliminare. Il talento di sicuro a Milevskyi non manca, ma se ancora nessun club europeo di primordine ha puntato su di lui qualche motivo ci dev’essere, i prossimi 2 o 3 anni saranno decisivi per la sua carriera, o compie quel salto che lo farà diventare un giocatore veramente importante o rimarrà per sempre confinato nei prati di casa aumentando solo la lista delle eterne promesse.



Rubrica nella Rubrica TOH, CHI SI RIVEDE
Guardando bene la foto in alto avrete certamente riconosciuto il calciatore anche se risulterà difficile capire dallo stemma sulla giacca del dirigente che squadra lo abbia ingaggiato. Vi aiutiamo noi: Roberto “El Pampa” Sosa (35 anni) dall’Agosto di quest’anno ha fatto per l’ennesima volta ritorno in Italia e precisamente nella città del Festival per vestire la maglia della Sanremese che disputa il campionato di Seconda Divisione (la ex C2). Quella che lega l’Italia e il nostro protagonista è una storia a doppio filo, fu per prima l’Udinese nel 1998 ad interessarsi a lui e a portarlo nel Belpaese; lui non deluse le aspettative ambientandosi fin da subito nel calcio italiano e ricambiando la fiducia a suon di gol (nella sua miglior stagione ne segnò 15). Dopo 4 anni però decide di ritornare in patria, prima nel Boca Juniors e poi nel Gimnasia La Plata, la squadra che l’aveva lanciato. La parentesi in patria dura poco e le sirene del calcio tricolore tornano a farsi sentire: l’annata 2003/2004 la disputa nel campionato cadetto fra Ascoli e Messina portando quest’ultimi ad una clamorosa promozione nel massimo torneo. L’anno successivo è quello della svolta per lui, accetta la sfida più importante della sua vita da professionista, ripartire con il nuovo Napoli dalla serie C per riportarlo ai vecchi fasti. In 3 anni l’impresa è compiuta e lui pur non segnando sfracelli di gol è l’uomo simbolo di questa risalita, per questo motivo resterà per sempre legato alla squadra azzurra, tanto da aver dichiarato, anche dopo il suo divorzio per tornare di nuovo in Argentina, che tornerebbe più che volentieri a giocare al Napoli. Questo desiderio probabilmente non si realizzerà più, però intanto si accontenta di un altro team, di un altro campionato e…di un altro mare, San Remo non è Napoli ma l’Italia è sempre l’Italia.

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