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QUARANTAQUATTRESIMA PUNTATA

…il punto sui campionati meno conosciuti ovvero basta che ci siano 22 uomini che calciano una palla…a cura di Daniele Mercati
Il Resto del mondo - 28/10/2010

Come ogni Giovedì ci togliamo i panni di esperti dei campionati dilettanti e ci infiliamo quelli di giornalisti navigati del calcio maggiore, vediamo cosa ci salta fuori…



STATI UNITI
Dopo l’analisi della puntata n. 38 torniamo a fare il punto della situazione della Major League Soccer visto che si è appena conclusa la regular season e ora il tabellone dei playoff che determinerà la squadra vincitrice è completo. Già nell’ultimo appuntamento si azzardavano i nomi di alcune tra le possibili qualificate alla fase finale e dei 5 nomi fatti possiamo dire orgogliosamente che sono stati azzeccati tutti; si è verificata anche l’ipotesi di vedere accedere al turno successivo 6 team della Western Conference e solo 2 della Eastern Conference (numero minimo di qualificate per Conference) cosa che la dice lunga sulla differenza di livello tra le due. Gli ultimi 3 posti disponibili quindi sono stati accaparrati, senza grandi stravolgimenti di classifica degli ultimi tempi, da Seattle Sounders, Colorado Rapids e San Jose Earthquakes. Ora scatta la fase ad eliminazione diretta articolata in 3 turni a partire dai quarti di finale con gare di andata e ritorno e poi semifinali e finale che si disputeranno in gara secca. Dando un’occhiata al primo turno vediamo che nella parte bassa il Real Salt Lake campione in carica (seconda nella classifica generale delle due Conference) affronterà Dallas che ritorna a giocarsi i playoff dopo due anni in cui sono rimasti fuori e i Los Angeles Galaxy di Beckham e Donovan (club che ha fatto più punti di tutti durante la regular season) desiderosi di rifarsi dopo la sconfitta ai rigori nella finale dell’anno scorso se la vedranno con i Seattle Sounders squadra nuova (secondo anno in Major League Soccer e seconda qualificazione ai playoff) e tanto tanto affamata; nella parte alta invece i New York Red Bulls che cercano il primo trionfo nella storia (gli acquisti faraonici li fanno entrare per forza tra le favorite) avranno di fronte i San Jose Earthquakes che di titoli ne hanno vinti 2 ad inizio anni 2000 ma che quest’anno si sono qualificati come squadra dal peggior rendimento durante l’anno al pari dei Colorado Rapids che saranno opposti ai Columbus Crew che puntano tutto su Guillermo Barros Schelotto (ex Boca Juniors, ma ormai da anni calato nel calcio a stelle e strisce) per bissare il successo del 2008. Come sempre sono attese sorprese dai tornei che hanno il loro epilogo basato su sfide ad eliminazione diretta, vedremo.

NORVEGIA
E’ arrivata anche la matematica a consegnare nella mani del Rosenborg il titolo di campione di Norvegia 2010 che va a fare il paio con quello vinto l’anno scorso. I bianconeri di Trondheim hanno messo così in bacheca lo scudetto n. 22 che a dire il vero non è quasi mai stato in bilico; il Rosenborg in patria è ormai veramente un istituzione se pensiamo solo ai 13 titoli consecutivi vinti tra il 1992 e il 2004 ma anche alla facilità con cui riesce ad annientare gli avversari. A due giornate dal termine i campioni sono ancora imbattuti, 19 vittorie e 9 pareggi il loro score, praticamente lo stesso andamento dell’anno passato quando chiusero con 13 punti di vantaggio sulla seconda. Le uniche amarezze il Rosenborg le ha vissute in Europa, dapprima eliminato all’ultimo turno preliminare della Champions League, ha ripiegato sull’Europa League ma sfortunatamente è stato inserito in un girone di ferro che comprende Bayer Leverkusen, Atletico Madrid ed Aris Salonicco e in 3 partite ha totalizzato una vittoria e due sconfitte. Oltre che il primo posto, anche la seconda piazza è già stata assegnata, se l’è aggiudicata il Valerenga che per qualche tempo aveva sperato di poter impensierire i battistrada; la squadra della capitale parteciperà così alla prossima Europa League partendo dai preliminari. Accederanno ai preliminari della stessa competizione anche altre due formazioni norvegesi, una sarà quella che riuscirà a giungere al terzo posto della graduatoria (il Tromso a 180 minuti dalla fine ha 3 punti di vantaggio) e l’altra sarà quella che vincerà la Coppa di Norvegia; questa sfida in partita secca si giocherà il prossimo 14 Novembre e vedrà di fronte lo Stromsgodset ottavo in classifica e l’incredibile Follo, team di Seconda Divisione impegnato nella lotta per non retrocedere in Terza che partito dal primo turno ha raggiunto la finale eliminando in semifinale proprio il Rosenborg infliggendogli un 3-2 ai supplementari.

BULGARIA
L’ultima analisi risale alla puntata n. 36 quando si erano giocate solamente 3 giornate, ora ritorniamo in Bulgaria per scattare un fermo immagine dopo l’undicesimo turno. La prima considerazione da fare riguarda il CSKA Sofia, la squadra più titolata del paese, che ad un inizio stentato ha fatto seguire un prosieguo di torneo sulla stessa falsariga ritrovandosi ora all’ottavo posto a 9 punti di distanza dal primo posto; inoltre, anche la partecipazione ai gironi di Europa League si sta rivelando un fallimento, dopo 3 partite zero sono sia i punti conquistati che i gol segnati. Passando ai piani alti della classifica vediamo come in testa ci sia una coppia, formatasi nell’ultimo turno grazie proprio allo scontro diretto tra queste due contendenti. I nomi sono più che noti visto che si tratta delle due squadre che hanno vinto le ultime due edizioni del torneo, Levski Sofia e Litex Lovech. I due team dunque si sono sfidati nel posticipo dell’ultima giornata con queste premesse: Levski Sofia primo in classifica proveniente da 7 partite utili consecutive in campionato e i campioni in carica del Litex Lovech ancora imbattuto ma incappato in troppi pareggi che inseguiva a 3 punti di distanza. Gli inseguitori, sfruttando anche il fattore campo, hanno portato a termine quella che possiamo chiamare ”operazione aggancio” facendo propria la partita per 2-1 dopo che erano andati in svantaggio, accendendo la sfida che sarà sempre più interessante nella prosecuzione del campionato. Il duo di testa a dire il vero avrebbe potuto essere un terzetto se il Chernomorets Burgas non si fosse fatto bloccare sul pareggio in casa del Kaliakra; l’avvio di stagione dell’undici del Mar Nero (Cherno More in bulgaro) sembra ricalcare quello della passata edizione quando cominciò molto bene con 8 vittorie e 2 pareggi nelle prime 10 gare, salvo poi sgonfiarsi e finire al quinto posto (in ogni caso eguagliando il suo miglior risultato di sempre), gli auguriamo quest’anno di mantenere più a lungo questo stato di forma e magari raggiungere per la seconda volta una qualificazione alle Coppe europee.

SLOVACCHIA
Abbiamo introdotto il campionato slovacco 2010/2011 nella puntata n. 34 poi l’abbiamo un po’ accantonato a favore di altri un po’ più prestigiosi ma ora è proprio necessario soffermarci con una nuova analisi. Nel weekend si è giocato il secondo big match della stagione tra le due più accreditate pretendenti alla vittoria finale, Slovan Bratislava-Zilina. Se la prima sfida, andata in scena a fine Luglio poteva essere considerata come un antipasto in una fase ancora di studio, questa era già molto importante visto che lo Zilina ha preso il comando della classifica e lo Slovan Bratislava era 6 punti dietro costretto a vincere per avvicinare gli avversari. Invece si è verificato il contrario, con una prova di carattere i campioni in carica sono andati ad espugnare la capitale per 1-0 ed hanno staccato i nemici di 9 lunghezze. Per lo Slovan Bratislava, rafforzatosi con l’ingaggio di Filip Sebo rientrante in patria da esperienze poco felici in giro per l’Europa, si è dunque aperta una crisi vera e propria, le sconfitte in campionato sono già 5 dopo 13 turni (addirittura 4 nelle ultime 7 partite) e la distanza dalla vetta comincia a farsi preoccupante. Le dirette inseguitrici dello Zilina ora sono due, Spartak Trnava e Senica che devono colmare un disavanzo di 6 punti. In pratica siamo di fronte alla prima fuga del torneo, lo Zilina ha un buon vantaggio che può cominciare a gestire anche in virtù degli impegni in Champions League: è ovvio che il raggiungimento dei gironi è già un ottimo traguardo per i gialloverdi, ma anche se dopo 3 partite sono ancora al palo a livello di punti, tentare di acciuffare il terzo posto che varrebbe la retrocessione in Europa League è un dovere, i miracoli a volte possono accadere.

AUSTRIA
Ci spostiamo nella vicina Austria per scoprire come sta andando avanti il campionato arrivato ad essere giocato per un terzo. A dire il vero non tutte le squadre hanno giocato 12 partite, manca ancora un importante recupero della quinta giornata che vedeva di fronte Salisburgo e Sturm Graz, l’incontro si giocherà a fine Novembre e ad oggi sarebbe molto indicativo per le gerarchie del torneo visto che il Salisburgo campione in carica aveva cominciato maluccio la stagione ma via via si sta riprendendo ed un ulteriore vittoria in questa partita mancante la catapulterebbe immediatamente a ridosso della prima piazza. Come detto il Salisburgo, causa anche le numerose partite rinviate, ha bazzicato nei bassifondi della graduatoria fino ad oggi, ma lentamente sta risalendo: nelle ultime 5 partite sono arrivate 4 vittorie, curiosamente le ultime due entrambe contro la rivelazione del torneo, quel Wacker Innsbruck neopromosso capace di vincere 6 partite delle prime 8 e poi fermarsi non riuscendo a cogliere i 3 punti per 5 match consecutivi. A conti fatti in testa ora c’è lo Sturm Graz, desideroso di tornare ai fasti del grande biennio 1998/1999 quando vinse quelli che sono rimasti finora gli unici suoi due scudetti. Il team della città natale di Schwarzenegger ha nella sua punta di diamante un certo Roman Kienast, un giovane austriaco messosi in mostra nel campionato norvegese che arrivò due estati fa in prova alla Reggiana, non fu preso e ora troneggia nella classifica marcatori della Bundesliga austriaca (9 centri in 11 partite). Due parole anche sulle due compagini della capitale: l’Austria Vienna è in seconda posizione e con una maggiore continuità di risultati potrebbe lottare fino alla fine, il Rapid Vienna invece non riesce proprio ad ingranare, nelle ultime 7 uscite solo una volta è riuscita a vincere ed il risultato è un tristissimo 7° posto.

Rubrica nella Rubrica I RE DEL GOL
La scorsa settimana abbiamo tracciato l’identikit del bomber ceco, questa ci dedichiamo a quello slovacco. Ha 32 e gioca nel Nitra, una squadra di centro classifica nel proprio campionato, si chiama Robert Rak. Il nostro protagonista ha festeggiato l’anno scorso la vittoria della graduatoria cannonieri del torneo del suo paese per la seconda volta nella sua carriera dopo che era riuscito nell’impresa anche nella stagione 2005/2006 (sempre con la maglia del Nitra) mettendo a segno 21 reti in 31 presenze. All’epoca però dovette dividere il premio con il suo connazionale Erik Jendrisek che successivamente ha trovato fortuna in Germania dove milita attualmente nello Schalke 04, mentre stavolta il palcoscenico è tutto suo, 18 gol in 30 presenze sono bastati per staccare tutti gli avversari. Proprio i suoi gol hanno portato la sua squadra l’anno passato al 4° posto finale che è valso la seconda storica qualificazione all’Europa per questo piccolo club. La carriera da professionista di questo bomber si è svolta quasi tutta in patria, l’unica esperienza al di fuori dei confini nazionali l’ha provata in Bielorussia vestendo la maglia della Dinamo Minsk per due stagioni totalizzando 16 gol in 33 presenze; per il resto ha difeso i colori di 3 club slovacchi, ma è proprio con la maglia celeste del Nitra, come si diceva, che ha ottenuto i risultati migliori. Nel campionato in corso, a parte un paio di giornate saltate per squalifica, è sempre sceso in campo mettendo a segno 5 reti in 11 partite, e il Nitra dopo 13 giornate staziona al 7° posto della classifica.



Rubrica nella Rubrica TOH, CHI SI RIVEDE
I nigeriani e Reggio Emilia, un connubio a volte non proprio soddisfacente e a volte molto fortunato. Non stiamo di certo parlando della folta schiera di simpatici extracomunitari arrivati a frotte dall’Africa per svolgere i mestieri che gli italiani non vogliono più fare, ma più nello specifico di giovani calciatori dalle belle speranze (spesso solo quelle) scovati dai dirigenti del club granata. Ricordate nella Reggiana i vari Martins, Ekong, Makinwa? Bene noi vorremmo soffermarci questa settimana su un altro ragazzo facente parte di questo gruppo, Saidu Alade Adeshina. Attaccante di 27 anni (in alto nella foto), arrivò nella nostra città giovanissimo mettendo in mostra ottime doti tecniche e fisiche. Si interessarono a lui diversi club importanti ma fra tutti la concorrenza fu vinta dalla Ternana che lo acquistò convinta di aver fatto un ottimo affare. In effetti nelle prime stagioni Adeshina si comportò discretamente, non che segnasse valanghe di gol, ma non erano mai gol banali e questo continuava a far ben sperare i suoi estimatori. Arrivò purtroppo per lui un brutto infortunio che ne bloccò l’esplosione, la rottura dei legamenti del ginocchio è un incidente da cui è sempre difficile recuperare. Ritornato poi a Reggio Emilia in C1 nel 2004/2005 in prestito, passò all’Arezzo l’anno successivo dove collezionò solo 5 presenze e 2 reti. Al termine della stagione la sua carriera cambiò decisamente rotta, nel puro senso geografico della parola: dapprima in prestito e poi a titolo definitivo va a giocare al Bellinzona, nel Canton Ticino svizzero. All’epoca la squadra disputava il campionato di Seconda Divisione ma il nostro, stavolta sì, a suon di gol si mise in mostra e convinse gli uomini mercato del Sion che lo portarono a giocare nel massimo campionato elvetico. Il cambio di categoria si è fatto sentire e il fatto di non risultare più tanto incisivo ha portato alla sua cessione in prestito al suo attuale club, lo Schaffhausen. Il team milita nella Challenge League (la nostra Serie B) e finora il nostro ha collezionato 4 presenze senza riuscire ancora a segnare un gol, diamogli tempo di calarsi in questa nuova avventura e poi siamo certi che il suo valore tornerà fuori.

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