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SESSANTASETTESIMA PUNTATA

…il punto sui campionati meno conosciuti ovvero basta che ci siano 22 uomini che calciano una palla…a cura di Daniele Mercati
Il Resto del mondo - 28/04/2011

Cominciano a fioccare gli scudetti da ogni parte del continente…puntata in versione leggermente ridotta a causa delle feste pasquali, buona lettura a tutti gli appassionati!






CROAZIA
Chiediamo scusa agli appassionati del campionato croato perché ci siamo occupati poco durante l’anno di questo torneo, ritenendolo poco appassionante vista la palese supremazia della Dinamo Zagabria che da anni ormai non lascia scampo agli avversari. L’ultimo appuntamento con questa Lega l’abbiamo avuto nella puntata n. 49 quando si erano giocate 17 giornate, ritorniamo oggi da queste parti per ufficializzare lo scudetto n. 13 della squadra della capitale, conquistato con 4 turni di anticipo. L’anno scorso la matematica arrivò a sole due tappe dalla fine, in questa edizione invece la Dinamo Zagabria si è superata chiudendo la pratica ancor prima grazie a numeri impressionanti: 20 successi su 26 uscite e una difesa da sole 11 reti incassate sono dati che da soli rendono l’idea della forza dei campioni in carica che con questo trionfo vincono il titolo per la sesta volta consecutiva. Non è matematico ma è praticamente certo il secondo posto dell’altra grande di Croazia l’Hajduk Spalato che in questo modo centra il suo obiettivo minimo stagionale, cioè la qualificazione all’Europa League. A dire il vero il team dalmata non raccoglie successi ma sforna continuamente talenti che manda poi in giro nei campionati più noti (alcuni esempi sono Kranjcar del Tottenham, Kalinic del Blackburn, Ibricic della Lokomotiv Mosca): queste operazioni non faranno felici i tifosi ma riempiono le casse del club e non è poco. L’ultimo posto che garantisce l’accesso all’Europa minore, oltre che per la squadra che vince la Coppa nazionale, è la terza piazza in campionato: questo gradino del podio se lo stanno lottando principalmente due club, l’RNK Spalato e l’Inter Zapresic. I primi hanno due punti di vantaggio da difendere ed è proprio su di loro che vogliamo soffermarci: la seconda squadra di Spalato se dovesse centrare il pass per l’Europa entrerebbe nella storia più di quanto non abbia già fatto finora. Questo piccolo club che compirà 100 anni nel 2012 si è sempre districato nelle serie minori del calcio croato ma dalla stagione 2007/08 ha compiuto 3 salti mortali consecutivi vincendo di seguito la Quarta, la Terza e poi la Seconda serie e ora da neopromossa si sta giocando un traguardo che definire storico è riduttivo. Vedremo alla fine di queste 4 giornate che rimangono tutti i verdetti definitivi.

DANIMARCA
Anche qui vale un po’ lo stesso discorso appena fatto per la Croazia, tante settimane di assenza dalla nostra rubrica significano campionato deciso con largo anticipo. A questo proposito potete infatti andarvi a rileggere la puntata n. 48 che risale alla fine di Novembre per capire come da mesi, almeno per la lotta scudetto, non ci sia granchè da dire. Però si sa, nel calcio la festa può cominciare solo quando la matematica ti da la certezza e in Danimarca questo è successo due settimane fa: il Copenaghen con 7 giornate di anticipo (avete letto bene, 21 punti disponibili e il vantaggio sulla seconda che ammonta a 26 punti) colloca in bacheca il suo titolo n. 9, terzo consecutivo, quinto in sei anni e settimo in nove anni. Uno strapotere, quello dei bianchi della capitale, forse unico in Europa, che rende appassionante solo la lotta per il secondo posto. Tra l’altro il Copenaghen in questa stagione si è ben distinto anche in Champions League raggiungendo addirittura gli ottavi di finale (uscendo a testa alta contro il Chelsea) consolidando la posizione della Danimarca nella classifica dei coefficienti UEFA che già dalla prossima edizione permetterà a due formazioni danesi di accedere alla massima competizione europea. Per questo motivo il secondo posto è diventato così importante da queste parti e diverse sono le compagini ad averci messo gli occhi addosso. Per questo traguardo c’è un interessantissima lotta a 3 che vede in lizza, in ordine di classifica l’OB Odense (44 punti), il Brondby (42) e il Midtiylland (41); la più accreditata di queste formazioni è sicuramente l’OB Odense, non tanto per i punti di vantaggio che ha sulle rivali ma quanto per aver dimostrato di essere la più squadra di tutte e poi perché le altre due dovranno affrontarsi nello scontro diretto. Terza e quarta classificata accederanno al tabellone dell’Europa League e consigliamo alle loro prossime avversarie di stare molto attente perché il calcio danese è in forte ascesa anche a livello di club. Andiamo ad aggiornare la situazione che si presenta anche in coda dove l’Aalborg campione 2007/08 è alle prese con lo spettro della Seconda Divisione dopo 24 anni: poche settimane fa aveva più di un piede all’inferno trovandosi all’ultimo posto con 6 punti da recuperare poi nelle ultime 6 partite sono arrivate 3 vittorie e 2 pareggi che l’hanno fatta tornare a respirare; quando mancano 6 giornate alla fine si trova al penultimo posto alla pari del Randers, serve uno sforzo finale (retrocedono direttamente 2 squadre).

BIELORUSSIA
Un campionato appena cominciato che ci accompagnerà fino al prossimo autunno è quello Bielorusso: 12 squadre alla conquista dello scudetto anche se in realtà dovremmo dire 11 squadre che cercheranno in tutti i modi di rompere l’egemonia del BATE Borisov che da 5 anni consecutivi domina in patria. L’impresa si presenta abbastanza difficile anche in questa edizione 2011 dalle impressioni uscite da queste prime 6 giornate giocate. Il BATE Borisov che pur ha esordito con un mezzo passo falso casalingo alla prima giornata ha poi ben presto preso la testa della classifica mettendo già 4 punti di distacco dalla più diretta inseguitrice. Il campionato è composto da 33 tappe totali e la strada che porta al titolo è molto lunga anche se il team campione non è certo sazio di vittorie e di record e ha tutte le intenzioni di allungare la propria era di successi. Con lo scudetto vinto lo scorso anno ha agganciato la Dinamo Minsk in vetta alla graduatoria dei titoli vinti a quota 7 e questo potrebbe essere quello del sorpasso. Inoltre il BATE Borisov ha già portato a casa un trofeo in questo 2011, si tratta della Supercoppa di Bielorussia vinta contro la Torpedo Zhodino con un netto 3-0. Come si raccontava anche nella puntata n. 47 il BATE Borisov sta diventando sempre più una realtà anche a livello europeo: nell’Europa League che si sta ancora giocando i bielorussi sono usciti ai sedicesimi di finale per mano del Paris Saint Germain ma senza essere sconfitto (2-2 in casa e 0-0 fuori), questo significa che anche nelle prossime competizioni continentali sarà da tenere d’occhio. Per il campionato volendo trovare un’antagonista a tutti i costi non si può non fare il nome della Dinamo Minsk che data la sua ultima vittoria al 2004 e in seguito sono arrivati solo 4 secondi posti: visto il nome e il blasone del club la squadra è obbligata a dare una risposta sul campo anche se nelle prime battute questa non sembra arrivare. Dopo questo “imprinting”, con il torneo bielorusso ci ritroveremo più avanti quando avremo più materiale da analizzare.


Rubrica nella Rubrica I RE DEL GOL
Secondo appuntamento con la trilogia dedicata ai bomber del campionato islandese 2010, terminato diversi mesi fa. Dopo aver parlato dello straniero nello scorso appuntamento rimangono i due profeti in patria che hanno come differenza maggiore l’età. Li definiremo il “giovane emergente” e il “veterano” in modo da non offendere nessuno, partiamo dal primo. Si chiama ALFRED FINNBOGASON, ha appena compiuto 22 anni e grazie ai suoi gol ha portato il primo scudetto nella vetrina piuttosto spoglia del Breidablik, pressoché sconosciuto club islandese. In maglia verde ha praticamente sviluppato tutta la sua breve carriera esordendo, maturando ed esplodendo negli ultimi due anni. Infatti prima di conquistare nel 2010 il titolo di capocannoniere durante la stagione precedente si era già messo in luce segnando 13 gol totali in campionato, ma soprattutto firmando la doppietta nella finale di Coppa d’Islanda 2008/09 che permise al Breidablik di raggiungere i calci di rigore e poi vincere il suo primo trofeo della storia. Come spiegato il bis non si è fatto attendere, anzi è addirittura arrivato lo scudetto sempre per merito soprattutto del “giovane emergente”. Il passo successivo per il nostro protagonista è stato ovviamente lo sbarco in un campionato di livello più alto dove poter testare realmente le sue capacità. La terra di destinazione è stata il Belgio andando a vestire la maglia del Lokeren, team di media classifica autore quest’anno della migliore stagione degli ultimi anni. Finnbogason fatica a trovare un posto fisso da titolare ma ciononostante ha già messo a segno 3 reti in 11 presenze spesso partendo dalla panchina. Auguriamo a questo giovane talento di incrementare lo scarno elenco di giocatori islandesi resisi famosi a livello internazionale: in ogni caso in pochi anni di attività ha già raggiunto obiettivi importanti e si sa, l’appetito vien mangiando!


Rubrica nella Rubrica TOH, CHI SI RIVEDE
Sfogliamo l’album dei ricordi e ci soffermiamo su un campione del passato che ha calcato anche i campi di casa nostra. Poche settimane dopo aver parlato di Gullit è la volta di un altro personaggio proveniente dal Suriname (ex colonia dei Paesi Bassi) e perciò di nazionalità olandese. Parliamo ovviamente di Aron Winter, 44 anni nella foto in alto, che col “tulipano nero” ha altre affinità oltre alle origini. Dicevamo che come Gullit ha giocato in Italia e come lui ora ha intrapreso la carriera da allenatore. Prima di arrivare al presente però ripercorriamo brevemente la carriera da giocatore di questo forte centrocampista: inizia ed esplode nell’Ajax, fonte inesauribile di talenti, e con i lancieri si toglie le più grandi soddisfazioni a livello di club vincendo anche la Coppa UEFA e la Coppa delle Coppe. Anche con la maglia arancione della sua nazionale ottiene buoni risultati, addirittura faceva già parte della rosa dell’Olanda campione d’Europa 1988 ma in quell’occasione non scese mai in campo; successivamente invece partecipa attivamente a due terzi posti, Europei 1992 e 2000. Ritornando alla sua storia da calciatore di club, dopo la lunga militanza nell’Ajax, inizia la sua avventura in Italia grazie alla Lazio che brucia tutti sul tempo e lo convince ad accettare la propria offerta. Winter si fermerà 4 anni nella capitale giocando sempre ad ottimi livelli così che nel 1996 passa all’Inter dove è forte il desiderio di rinascita. In maglia nerazzurra però, non ottiene i successi sperati e contribuisce solo alla vittoria di una Coppa UEFA giocando la finale da titolare. Dopo 3 anni vissuti a Milano decide per il suo ritorno alle origini e riveste la maglia dell’Ajax dove chiuderà la carriera. Proprio nel team di Amsterdam comincia dopo pochi anni la sua nuova esperienza da allenatore guidando le giovanili del suo storico club. La prima chiamata come tecnico di prima squadra la riceve nel Gennaio di quest’anno proveniente dagli Stati Uniti, anzi precisamente dal Canada. Spieghiamo meglio: così come avviene nel basket e nell’NBA, anche nel calcio, al campionato statunitense partecipano squadre canadesi, tra cui il Toronto FC, società che ha affidato proprio a Winter questa grande opportunità. In pratica stiamo assistendo al battesimo ufficiale dell’ex campione su di una panchina: qualcosa ci dice che se le cose andranno bene un giorno lo vedremo alla guida del suo primo e mai dimenticato amore, l’Ajax.

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Oggi: 7 partite
Domani: 10 partite
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