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- “I BAMBINI HANNO BISOGNO DI DIVERTIMENTO E DISCIPLINA. NON CI INTERESSA CRESCERE “SOLO BUONI CALCIATORI” MA ANCHE PERSONE MATURE - INTERVISTA A LUCA PRAMPOLINI (STORIE DI PROVINCIA #19)
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“I BAMBINI HANNO BISOGNO DI DIVERTIMENTO E DISCIPLINA. NON CI INTERESSA CRESCERE “SOLO BUONI CALCIATORI” MA ANCHE PERSONE MATURE - INTERVISTA A LUCA PRAMPOLINI (STORIE DI PROVINCIA #19)
L'intervista al Presidente del Team Traversetolo
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Generica - 27/03/2026
Protagonista finora di uno splendido cammino in campionato - 50 punti e seconda posizione al momento consolidata -, il Team Traversetolo sogna il salto di categoria tramite i play-off. Una squadra, o meglio un’intera società in grande crescita, con un interessantissimo progetto riguardante il settore giovanile. A spiegarcelo è stato il Presidente Luca Prampolini, che ha sottolineato l’importanza di fornire ai bambini e ai ragazzi un’adeguata educazione curando di pari passo sia l’aspetto umano che quello calcistico.
Cosa significa per lei lavorare per questa società?
“Innanzitutto non è un lavoro, ma una parte della mia vita, in quanto questa società l’ho creata quando avevo 23 anni (oggi 44 ndr). Siamo partiti dagli amatori e siamo arrivati fino alla Promozione, campionato in cui abbiamo militato soltanto un anno purtroppo, retrocedendo per un gol preso a 20 secondi dalla fine del secondo spareggio playout. La nostra è comunque una realtà abbastanza affermata a livello locale, sia per la serietà che per i valori che incarna. E questa è la cosa più importante - ben più dei risultati sportivi -. Ho sempre avuto collaboratori molto competenti e, da fondatore, questa società per me è come un figlio”.
Il Team Traversetolo quest'anno vanta due record niente male, ovvero la più lunga serie di partite senza subire gol (otto gare) e, assieme al Solignano, la più estesa striscia di vittorie consecutive (ben sette). Quanto la rendono orgogliosa questi numeri?
“Sappiamo di avere una squadra forte, radicata nel territorio con tanti ragazzi cresciuti proprio qui o comunque nelle zone limitrofe. Sicuramente sono numeri importanti per una società “piccola” come la nostra - anche se tanto piccola più non è -. Credo che, se non arrivano le vittorie, le statistiche servano unicamente a riempire dei fogli, tuttavia questi dati rappresentano un orgoglio e riflettono al meglio il grande lavoro compiuto da ognuno all’interno della società. Cerchiamo di non lasciare mai niente al caso”.
Dalla giornata 17 alla giornata 20 non siete riusciti mai a vincere e forse questo vi ha portato a perdere terreno dalla prima in classifica. Come siete usciti da questo momento buio?
“Io penso che avere dei cali in una stagione sia quasi fisiologico. Questi possono derivare da momenti in cui lo stato di forma è meno brillante, ma credo che un grande impatto sia dovuto anche agli infortuni. Noi ne abbiamo avuti alcuni pesantissimi ad inizio stagione - Fava si è rotto il ginocchio, mentre Comani non è mai stato a disposizione purtroppo - e, alla lunga, la mancanza di giocatori di una certa caratura costringe il mister a dover rielaborare la formazione e questo può avere come conseguenza dei periodi critici. Ci tengo, pertanto, a congratularmi con il Solignano, che ha avuto una grande continuità, grazie ad una rosa competitiva in ogni reparto, composta da atleti che hanno dato il meglio di sé. Sono stati bravi a rimanere sul pezzo e ad ottenere dei risultati figli di programmazione e capacità, non certo del caso. Stanno tenendo un passo davvero importante e possiamo solo fargli i complimenti. Colgo tra l’altro l’occasione per elogiare Mister Delmonte, persona di sani principi prima ancora che un tecnico molto preparato, e tutto il suo staff. Lo stesso vale per i due Direttori Sportivi Ricchetti e Cantarelli, i quali hanno allestito un organico formidabile”.
Cosa può dirci in merito al progetto del settore giovanile?
“E’ un discorso complesso e lungo. Io ritengo che il modus operandi che si sta adottando a livello nazionale non sia adeguato ai nostri tempi. Tutti oggi dicono che i bambini e i ragazzi non sono più quelli di una volta; io credo invece che non siano peggiori ma semplicemente diversi ed abbiano bisogno di “strumenti” adatti ai tempi attuali per esprimersi al meglio. Girando un po’ per i campi, ho notato che c’è un interesse spasmodico per il risultato, oltre ad una disciplina sbagliata sia sui campi che sugli spalti. In vista del prossimo anno, come società, abbiamo deciso di porre un rigido regolamento sia a livello educativo che tecnico. Non ci interessa assolutamente il risultato degli atleti del nostro settore giovanile, almeno fino all’attività agonistica. A noi preme che i bambini e i ragazzi siano preparati tecnicamente più di quanto lo siano adesso e soprattutto, dal punto di vista civico, ritengo che debbano essere inserite delle regole più “severe” sia per chi sta sui campi, sia per chi sta negli spogliatoi, sia per i genitori sulle tribune. Da quando seguo il calcio giovanile ho sentito delle cose che fanno venire i brividi, quindi noi adotteremo questo nuovo regolamento. Andrà rispettato in maniera ferrea da chiunque frequenterà le nostre strutture e o rappresenterà la nostra società dentro e fuori dal campo. Oltretutto, siamo in dirittura d’arrivo per una collaborazione importante con una società professionistica. Fondamentalmente, io credo che il calcio ad oggi sia il vero ed unico welfare per i bambini ed i ragazzi. Chi fa questo “mestiere” deve capire questo. Gli ambienti sportivi sono l’unico pilastro tra lo sbaraglio generale della società odierna ed un’educazione adeguata per i ragazzi. Questi ultimi, al giorno d’oggi, con tutte le distrazioni che hanno, necessitano di serenità, disciplina e insegnamenti corretti. La nostra missione non è crescere professionisti ma persone, cercando di insegnargli quello che è il calcio ma anche il rispetto per gli altri e per se stessi. Non so se porterà i suoi frutti, ma orgogliosamente cercheremo di seguire questa strada indipendentemente da tutto”.
Quali sono, secondo lei, gli ambiti in cui potete crescere ulteriormente e su cui punterete di più anche nei prossimi anni?
“Ci sono molti fattori che possono incidere sulla crescita di una società, non da meno quello economico. Chi segue le realtà sportive a 360 gradi nota che, banalmente anche per ciò che riguarda impiantistica, tecnica, materiali e altro, i costi sono in continuo aumento e quindi sempre più difficilmente sostenibili. Noi, nel nostro piccolo, possiamo crescere, come dicevo, nella proposta educativa e tecnica. C’è poi la prima squadra, a cui teniamo particolarmente in quanto rappresenta il nostro territorio. A volte i risultati arrivano, a volte meno, ad ogni modo noi cercheremo di migliorare gli impianti di gioco e tante altre cose che, messe insieme, vanno a creare una società che abbia una buona offerta per quanto riguarda il settore giovanile e, allo stesso tempo, garantisce spazi adeguati ed un clima sereno ad ogni tesserato. Rimanendo sul tema dei bambini, cercheremo ovviamente di avere sempre più tecnici qualificati che svolgano le attività e che soprattutto credano nel nostro progetto, per di più ci saranno sempre più confronti tra allenatori. Credo che tutto questo possa contribuire ad uno sviluppo importante per la nostra società”.
Ringraziamo sentitamente il Presidente dell'A.S.D. Traversetolo Luca Prampolini per la disponibilità e la grande opportunità concessaci.
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