Home
News
Le Interviste di CR
Mercato
CU Società
Mercato
Graduatorie
Comunicati
Utente Anonimo
LOGIN
Registrati
Società
Elenco Società
Comunicati Società
Programma Gare
Tabellini Partite
Comunicati FIGC
Calciomercato
Svincolati
Tabella Promo&Retro
Campionati
SERIE D
- SERIE D GIR. D
- SPAREGGI SERIE D
ECCELLENZA
- ECCELLENZA GIR. A
- ECCELLENZA GIR. B
- SPAREGGI ECCELLENZA
PROMOZIONE
- PROMOZIONE GIR. A
- PROMOZIONE GIR. B
- SPAREGGI PROMOZIONE
PRIMA CATEGORIA
- PRIMA CAT. GIR. B
- PRIMA CAT. GIR. C
- PRIMA CAT. GIR. D
- SPAREGGI PRIMA CAT.
SECONDA CATEGORIA
- SECONDA CAT. GIR. B
- SECONDA CAT. GIR. D
- SECONDA CAT. GIR. E
- SECONDA CAT. GIR. F
- SPAREGGI SECONDA CAT.
TERZA CATEGORIA
- TERZA CAT. RE GIR. A
- TERZA CAT. RE GIR. B
- SPAREGGI TERZA CAT.RE
JUNIORES
- UNDER 19 ELITE GIR. A
- UNDER 19 ELITE GIR. B
- FASI FINALI UNDER 19 ELITE
- UNDER 19 REG. GIR. B
- FASI FINALI UNDER 19 REG.
- UNDER 19 PROV. GIR. A
- UNDER 19 PROV. GIR. B
- FASI FINALI UNDER 19 PROV.
ALLIEVI
- UNDER 17 ELITE
- UNDER 17 REG. GIR. A
- UNDER 17 PROV. GIR. A
- UNDER 16 REG. GIR. A
- UNDER 16 REG. GIR. B
- UNDER 16 INTERPROV. GIR. D
- FASI FINALI UNDER 16 INTERPR.
Marcatori
Coppe
C. ITALIA ECCELLENZA
C. ITALIA PROMOZIONE
C. EMILIA ROM. I CAT.
C. EMILIA ROM. II CAT.
C. EMILIA ROM. III CAT.
Fossil Cup
20 FOSSIL CUP
-Risultati e Classifiche
-Classifica Marcatori
-Regolamento
-Campi di Gioco
News
Rassegna Stampa
Albo d'oro
Conad Cup
14 CONAD CUP
-Risultati e Classifiche
-Regolamento
News
Rassegna Stampa
Albo d'oro
Album
Cavazzoli Under 20
-Risultati e Classifiche
-Regolamento
-News
Cavazzoli Young B.
-Risultati e Classifiche
-Regolamento
-News
Torneo Arati
-Risultati e Classifiche
-Regolamento
-News
Memorial Zini
-Risultati e Classifiche
-Regolamento
-Albo d'oro
-News
Memorial Rognoni
-Risultati e Classifiche
-Regolamento
-News
Amici per la palla
-Risultati e Classifiche
-Regolamento
-News
Archivio Storico
STAGIONE 2024/25
Competizioni
Rose
STAGIONE 2023/24
Competizioni
Rose
STAGIONE 2022/23
Competizioni
Rose
STAGIONE 2021/22
Competizioni
Rose
STAGIONE 2020/21
Competizioni
Rose
STAGIONE 2019/20
Competizioni
Rose
STAGIONE 2018/19
Competizioni
Rose
STAGIONE 2017/18
Competizioni
Rose
STAGIONE 2016/17
Competizioni
Rose
STAGIONE 2015/16
Competizioni
Rose
STAGIONE 2014/15
Competizioni
Rose
STAGIONE 2013/14
Competizioni
Rose
STAGIONE 2012/13
Competizioni
STAGIONE 2011/12
Competizioni
STAGIONE 2010/11
Competizioni
STAGIONE 2009/10
Competizioni
Torneo della Montagna
TDM - DILETTANTI
TDM - GIOVANISSIMI
TDM - JUNIORES
TDM - TR.AMICIZIA
TDM - Albo d'Oro
TDM - Squadre
TDM - Archivio
I
CR
Forum
Collabora con noi
I risultati sul tuo sito!
Area Riservata
Visite
Siti Amici
Mondo CR
Schedilettantina
Oscar del Calcio
- Oscar CR 2014/15
- OscarCR 2012/13
- Oscar CR 2011/12
- Oscar CR 2010/11
Speciale Stadi
Fantacalcio
Il Resto del Mondo
Figli di un calcio minore
NEWS
- MAX ESPOSITO RACCONTA IL GOL A SAN SIRO:«MI È CAPITATA QUESTA PALLA E HO TIRATO DI MEZZO COLLO A GIRO: SAPPIAMO TUTTI COM’È FINITA…» - INTERVISTA
<< Torna indietro
MAX ESPOSITO RACCONTA IL GOL A SAN SIRO:«MI È CAPITATA QUESTA PALLA E HO TIRATO DI MEZZO COLLO A GIRO: SAPPIAMO TUTTI COM’È FINITA…» - INTERVISTA
L'intervista di Cristiano Cavallaro all'ex ala destra della Reggiana
Salta il testo e vai ai commenti
Generica - 23/07/2026
C’è un giocatore che è rimasto nel cuore di tutti i tifosi della Reggiana e non a caso i ricordi delle sue gesta vengono ancora oggi tramandati di generazione in generazione. Stiamo parlando di Massimiliano Esposito, ala destra che ha scritto una delle pagine più indelebili della storia granata, realizzando un gol a San Siro che è valso una storica salvezza in Serie A. In una lunga intervista, tuttavia, abbiamo parlato anche di altro: dell’emozione di giocare un Derby della Capitale, di personaggi come Guardiola, Baggio e Carletto Mazzone e non solo. Ci teniamo dunque a ringraziare Massimiliano per la splendida opportunità che ci ha concesso e per la disponibilità.
Partiamo da un momento memorabile con la maglia della Reggiana: il tuo gol nel derby contro il Parma del ‘94.
«Me lo ricordo molto bene. Era una punizione calciata verso la porta da Beppe Scienza; io ero lì ad allungare la barriera e, nello spostarmi, toccai la palla con la coscia. Quella deviazione fece sì che Bucci andasse fuori tempo e che la sfera finisse in rete. I gol nel derby difficilmente si dimenticano».
In quella squadra c'erano diversi ottimi giocatori, tra cui Futre e Padovano. Che effetto ti ha fatto sapere che, dopo tanti anni, quest'ultimo è stato definitivamente ritenuto innocente al termine di una lunga vicenda giudiziaria legata a un'accusa di traffico di droga?
«Partendo da Futre, purtroppo abbiamo potuto beneficiare di lui molto poco, ma ho comunque avuto la fortuna di assistere a qualche sua prodezza, soprattutto in allenamento. Come molti sanno, si è presto infortunato, quindi anche per me è stato un peccato, in quanto io ero giovane e avrei potuto carpire tanto da lui. Sicuramente, con il suo talento, se non si fosse fatto male, avremmo vinto qualche partita in più. Per quanto riguarda Padovano, il suo peso in campo si è visto: era un attaccante incredibile, con il fiuto del gol, oltre che un ragazzo eccezionale che, come Futre, elargiva spesso consigli, soprattutto nei miei confronti. Averlo in squadra è stato un lusso e grazie alle sue reti ci siamo salvati. Siamo tutti a conoscenza di cosa gli è capitato fuori dal campo e sono felicissimo che sia stato assolto. Lo seguo sempre con piacere sui social e vedo che ha ripreso a condurre una vita tranquilla e serena in mezzo ai tifosi. Si sta riconquistando quell’affetto che in un buio periodo gli era stato sottratto».
Un’altra figura importante per quella Reggiana è stata ovviamente Pippo Marchioro. Che allenatore era?
«Marchioro era un tecnico all’avanguardia sia per come faceva giocare la squadra sia per quelle che erano le proposte di allenamento. Oggi si parla tanto di “allenamenti funzionali” e vedo che questi si avvicinano molto alle sue idee. Quando lavori in una certa maniera, di settimana in settimana per un’intera stagione, ottieni dei risultati importanti».
Arriviamo al dunque… il tuo gol a San Siro?
«Quel momento racchiudeva un anno di sacrifici compiuti da tutti. Eravamo un gruppo molto unito sia in campo che fuori: solo così si possono raggiungere traguardi come quello che abbiamo tagliato noi. Il gol contro il Milan - lo dico sempre - arriva da lontanissimo. Un mio ex allenatore, ai tempi del Catanzaro, vide la mia capacità di calciare di mezzo collo a giro e quindi, nell’arco di quei due anni passati in Calabria, mi faceva sempre ripetere negli allenamenti questo tiro. Nell'ultima partita di campionato mi è capitata questa palla: era la situazione ideale per colpirla in quel modo e sappiamo tutti com’è finita…».
Recentemente sei tornato a Reggio per un’iniziativa della Lega Serie B: che differenze hai trovato tra l’attuale Stadio “Città del Tricolore” e il Mirabello?
«Quando posso vengo volentieri, anche perché per me Reggio è una seconda casa. E’ cambiato lo stadio: ovviamente è diverso, ma l’atmosfera è rimasta la stessa. Il tifoso reggiano è sempre attaccatissimo alla squadra e nutre sempre quella passione che lo contraddistingue. L’unica diversità che trovo è il campo: il Mirabello era più piccolo e contenuto, quindi avevi gli spettatori molto vicini e sentivi ancora di più il calore. L’attuale “Città del Tricolore” è più ampio, dunque c’è un po’ più di dispersione, tuttavia tutte le volte che sono venuto a vedere la Reggiana i tifosi si sono sempre fatti sentire, soprattutto in Curva».
Un’altra esperienza molto importante per te è stata quella con la maglia della Lazio. Cosa ti è rimasto maggiormente impresso, oltre ai campioni con cui hai giocato?
«La Lazio è stata il mio primo top club, come dicono oggi. Ho esordito con una buona prestazione, purtroppo però, nella stessa settimana, in una partita di Coppa Italia contro il Verona, mi sono infortunato al flessore. Ho avuto uno strappo alla coscia che mi ha tenuto fuori un bel po’ e che ha compromesso la mia stagione. Ad ogni modo, per come si erano messe le cose, quel capitolo della mia carriera si sarebbe potuto chiudere in maniera anche peggiore. Zeman è sempre stato un allenatore ultraoffensivo e quindi per me, che ero un esterno d’attacco, avere lui come mister era il massimo. Malgrado quel problema fisico, mi porto dietro quell’esperienza, perché, come hai sottolineato, c’erano tanti calciatori importanti: mi vengono in mente Signori, Casiraghi, Boksic, Winter, Fuser, di Matteo e Nesta, che ai tempi era un giovane come me. Questi campioni mi hanno aiutato sicuramente a crescere come uomo e come calciatore».
Tra l’altro hai avuto il privilegio di scendere in campo in un Derby della Capitale.
«Il derby è una partita a sé: lo si percepisce perché vivi una settimana completamente diversa rispetto alle precedenti. E’ proprio un’altra atmosfera e lo senti nell’aria, anche perché te lo fanno percepire i tifosi. Quando sei in campo all’Olimpico è come se quel buco che c’è sopra lo stadio si chiudesse: si crea un calore interno tra giocatori e tifo - da ambo le parti - che è impressionante. Io ho avuto anche una chance di fare gol, arrivando in area di rigore. Non sono riuscito purtroppo a segnare ed è stato un peccato: sicuramente mi avrebbe permesso di scrivere una piccola pagina di storia, perché le reti nel derby hanno un sapore particolare, sia per chi segna che per la gente».
Hai giocato anche nel Napoli: da napoletano, cos’ha rappresentato per te questa opportunità? Siete anche arrivati in finale di Coppa Italia, perdendo purtroppo per voi con il Vicenza.
«L’esperienza di Napoli è stata sicuramente bella: è un privilegio giocare per la squadra per cui tifi e per la maglia della tua città, del tuo popolo. Erano anni un po’ particolari: le ultime stagioni di Ferlaino, in cui la società non navigava in acque tranquille, per cui facevamo tanta fatica. Tuttavia, a distanza di anni - probabilmente anche per merito dei social - noto che molti hanno ancora un bel ricordo di me e hanno apprezzato il fatto che io abbia dato tanto. Questa ovviamente è la cosa più importante per me che sono napoletano».
Chiudiamo con due personaggi che non hanno bisogno di presentazioni: Mazzone e Baggio, che hai avuto a Brescia.
«Carletto rimane un mister - ma soprattutto un uomo - indimenticabile: porto ancora con me quelli che sono stati i suoi modi di fare e i suoi consigli. Ha incarnato un esempio per me, ma anche per tanti altri allenatori. Per quanto riguarda Baggio, ho avuto la fortuna di giocare sia con lui che con Guardiola. Mi hanno insegnato entrambi molto, soprattutto fuori dal campo: avevano un’umiltà incredibile e una semplicità che mi ha davvero colpito. Ancora oggi sono così e secondo me quella è la qualità che gli permette di essere ricordati e ammirati da tutti i tifosi di diverse squadre».
News commentabile da utenti registrati
- News commentabile da utenti non registrati
Pagina
-
Pagina
Oggi: 2 partite
Domani: nessuna partita
BIGLIARDI ALESSANDRO
(SEGRETARIO)
CALCIO
Società
Campionati
Coppe
Torneo della Montagna
Comunicati FIGC
Calendario Partite
Archivio Storico
CALCIO E WEB
Comunicati società
Mercato
Tabella Promo-Retro
News
Forum
Figli di Un calcio Minore
Photogallery
MONDO CR
Facebook
Stadi
Oscar di calcioreggiano
Schedilettantina
Fantacalcio
Siti Amici
CALCIOREGGIANO
Utenti
Lavora con Noi
Risultati di CR sul tuo sito
Chi Siamo
Contatti
Mappa del Sito
Privacy Policy